Editoriale del Direttore

Leda Cesari

Due mesi sono passati dalla prima uscita de “Leccellente”, e sono stati due mesi carichi di soddisfazioni (moltissime) e rilievi (qualcuno). La rivista è generalmente piaciuta – anche a chi non ama particolarmente il sindaco di Lecce Paolo Perrone, “stampato” per il primo numero in copertina grazie a un lusinghiero ritratto di Silvio Bursomanno – e molti, tra imprenditori, politici e vip vari, si sono prenotati per essere ospitati nelle pagine belle del nostro giornale, che cercheremo sempre più di riempire di testi gradevoli e migliori immagini.

Qualche nota critica, come dicevamo, si è levata anche qui e là: fondamentalmente della serie “Leccellente è una rivista piena di pubblicità”. Vivaddio, replichiamo noi: vuol dire che l’economia salentina non è del tutto defunta, e che ci sono margini per sperare di uscire dal tunnel che stiamo lentamente percorrendo, al Sud come e più degli altri. L’importante è dirlo a chiare lettere, ai lettori, che sì, i giornali sopravvivono grazie alla pubblicità: tutti, nessuno escluso. Soprattutto in un periodo di magra per ciò che attiene alle vendite degli stessi, massacrate dalla concorrenza di televisione, Internet e oggi sì, anche dalla crisi, che spinge ognuno di noi a tagliare ciò che ritiene tagliabile. E si sa che gli italiani non brillano per affezione alla lettura.

L’apprezzamento ricevuto dal numero zero de “Leccellente” ci spingerà a cercare di fare sempre meglio, nel racconto di un territorio dove le eccellenze sono, grazie a Dio, una sorprendente regola, crisi o non crisi. Un territorio in cui queste eccellenze – e anche questa è una fortuna – premono per dirsi e rappresentare al territorio stesso (ma non solo) la sostanza e la forza del loro irrinunciabile essere: raccontando insomma speranze, timori, sogni. E noi siamo qui per questo. Buona lettura.