Il punto di Pino de Luca

Qui a Leccellente noi facciamo così

Tanti amici e tantissimi conoscenti, quando il primo numero de “Leccellente” è venuto alla luce, ci sono stati vicini, ci hanno stretto la mano e fatto gli auguri. Ma altri amici e conoscenti hanno, come dire, storto le labbra e accennato a un’ “ennesima operazione puramente commerciale”, insomma nulla di nuovo sotto il cielo stellato del Salento.
Dapprima c’è il concetto di pubblicità. Lo spiega bene il direttore che “Leccellente”, a differenza di tutti gli altri magazine e di tutti i giornali brevi e lunghi, è un prodotto commerciale che si regge sulle inserzioni. Io aggiungo che non siamo così fortunati da avere alle spalle degli editori puri, dei quali francamente mi sfuggono i nomi, che hanno pubblicazioni indipendenti e scevre dalla pubblicità, noi la pubblicità la facciamo. Il nostro obiettivo è che sia molto bella e la scegliamo personalmente. E quando scriviamo un pezzo che fa l’esegesi di un’azienda non lo facciamo solo perché paga, ma perché ci piace, ne siamo convinti e talvolta anche garanti quando è possibile. L’azienda contribuisce perché altrimenti “Leccellente” nessuno potrebbe leggerlo.
Il fatto che il numero di articoli sia aumentato e che, probabilmente, per il prossimo bimestre saremo costretti ad aumentarlo ancora, ci è segnale di incoraggiamento. Per ora godiamoci il restyling del sito con il quale potremo colloquiare e la nostra piccola rivoluzione pubblicitaria. Poi quello di novità. Orbene, la cosa che mi viene di ripubblicare risale a circa 2500 anni or sono, esattamente al 461 avanti Cristo. È un discorso di Pericle, sovrano di Atene. Va letto con lentezza ed attenzione come s’ha da fare quando bisogna cogliere il senso per intero di quanto è scritto.

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ora io mi chiedo cosa pensino gli originali ad ogni costo delle novazioni avvenute ad Atene o a Roma in questi ultimi 2500 anni. Novità, io credo, è semplicemente qualcosa di cui si ignora l’esistenza, non necessariamente un pulcino appena uscito dall’uovo. E anche in questo numero de “Leccellente” di novità ne potete trovare a bizzeffe, ovviamente pagate dalla pubblicità.