Il punto di Pino De Luca

Le donne ci salveranno dalla crisi. E LECCELLENTE annuncia il cambiamento

Quando leggerete questo editoriale, avrete compreso che quella manfrina sulla fine del mondo predetta dai Maya era una bufala gigantesca. Trovo singolare come milioni di esseri umani, alcuni anche con un certo grado di istruzione, siano pronti ad accumulare ansie alla gratis, andando dietro a leggende e panzane senza mai domandarsi se si tratti di bugia o di verità.  Le panzane mondiali sanno essere seducenti. Impalmano le paure o i desideri di tanti e una ciurma di manigoldi son sempre pronti ad approfittare di chi ha timori o speranze smodati. E di chi nutre sempre scarsa fiducia nell’unica persona davvero affidabile: se medesimo. Educazione, vita e storia mi inducono ad una certa iper-razionalità. Comprendo che qualcuno mi dirà che mi perdo gran parte delle emozioni e della “umanità”. Forse, o forse ne apprezzo maggiormente l’essenza.

Prendiamo per l’appunto il caso de LECCELLENTE. Non starò qui a declinarne le lodi, ché nessuno è buon giudice di se stesso. Ma questa esperienza racconta di una scommessa difficilissima in una terra difficilissima, in un momento che i più giudicano impossibile. La CRISI. Ecco il Golem dei nostri giorni. I mostriciattoli più vicini hanno nomi strani: SPREAD, SPENDING REVIEW, PIL ecc. Non è mio compito spiegarne ragioni e soluzioni, perché  ovviamente non  ne sarei capace. Ma il compito di un articolo di fondo è anche quello di indicare una strada. Razionale, razionalissima, ma capace di scatenare la forza più grande che si possa immaginare: la passione.

Il primo approccio a questo numero fu abbastanza contingente: volevamo raccontare del perché e del percome la Provincia di Terra d’Otranto abbia senso piuttosto che innaturali accorpamenti come quelli coloniali, che tracciarono confini dove confini non c’erano e costruirono ponti dove di ponti non v’era bisogno. Poi ti capita di andar per panettoni e il cielo è carico di rabbia: ti fermi e nutri l’anima invece della carne. Una mostra di pittori e pittrici di varia estrazione: COEXIST, giusto per sottolineare la simbiosi. Belle cose. Un quadro ti attrae. Non ne capisco d’arte, non so dire se sia il migliore o il peggiore.

È scuro e sofferto, ma sovrastato da una luce intensissima che davvero sembra una lampada, e invece son colori d’olio su tela. E lo sfondo tetro è altro, è sfondo. Un artista di Lecce, mi sembra si chiami Carlo. Profonde speranza e fiducia. E pensi che crisi è cambiamento, lo puoi subire o governare. Anche opporti, se vuoi. Ma è sciocco provare a resistergli. Meglio accompagnarlo che erigere muraglie. E cambiare significa cambiare, il dentro e il fuori, sovvertire l’ordine per costruirne un altro. Nessuno può dire quale dei due sia migliore, ma solo che il precedente non funziona più.
Gli artisti son profeti, vedono più lontano di altri. Bella mostra. La tengono in piedi un paio di ragazze. Una di loro si chiama Claudia. Bella, decisa. Madre di due splendide ragazzine, giustamente ritratte. Il cielo s’è schiarito, il pessimismo anche. Fa bene andar in giro per mostre, oltre che per ristoranti… Penso a Claudia, a Mary, a Letizia, alle mie sorelle Macàre, c’è cambiamento. Organizzazione e responsabilità in mano a donne. Luoghi che camminano nonostante la crisi. Forse da noi il cambiamento è proprio questo: le donne prendono in mano le leve del potere e della responsabilità. Sarà meglio o sarà peggio? Non mi va di fare profezie, ma che il pianeta donna sappia offrire qualcosa di meglio delle olgettine e che il pianeta uomo qualcosa di meglio di un “utilizzatore finale” sono convinto, convintissimo. Solo che la strada è lunga, chissà se la mia vita durerà abbastanza per sentire questo cambiamento…
Con una nota di pessimismo chiudo questa riflessione e penso che dovrò mandare presto il pezzo a Leda, la mia direttrice, e a Monica, la mia editrice … e mi vien da ridere. Per me il cambiamento è arrivato. Non solo non me ne sono nemmeno accorto, ma ne sono felice per davvero.