NO-MISSPEND

Lecce ecologica? Esiste: basta volerla

Non va bene, è sbagliato. Guarda quello, guardalo. Sono anni che sta lì su quella poltrona a fare il parassita. Sono degli incapaci. Sono ladri e disonesti. La corruzione dilaga e i politici sono tutti uguali. E non sai i burocrati quanto si ingrassino a spese di noi poveri contribuenti soverchiati e tartassati. Nenia che potremmo continuare all’infinito ricevendo moltissimi applausi e consensi. Magari ci sono anche delle verità. In ogni contumelia c’è una parte di verità. Ma per davvero abbiamo un mondo nel quale il male e il bene sono così nettamente suddivisi? Per davvero i buoni e i cattivi portano segni distintivi così marcati?
La nostra opinione, modestissima, è che ciascuno di noi ha bisogno, continuamente, di esaminarsi e riesaminarsi. Ciascuno di noi ha bisogno di verificare se la sua esistenza sia condotta in maniera eticamente corretta o se, talvolta, anche il nostro comportamento non sia avvezzo all’utilizzo di scorciatoie e semplificazioni forse comode, ma delle quali la coscienza preferisce tacere.  Eppure le buone pratiche non hanno nulla che induca al ”sacrificio”: al contrario, in genere, sono convenienti e divertenti. Solo che occorre avere la struttura mentale per pensarci, capacità che si acquisisce con l’informazione e l’educazione, fin da piccoli. Paradossalmente alcune buone pratiche ci sono confidenti in età infantile e, successivamente, invece di svilupparle le perdiamo, quasi che l’idiozia e la maleducazione siano, al pari della barba o del seno, indicatori evidenti dell’età adulta.
Pensieri sparsi, parole cosparse mentre una domenica di novembre, l’ultima, insieme ad alcuni antichi amici prendevamo il caffè a due passi da Piazza Sant’Oronzo. Lecce, nell’autunno inoltrato, sa essere mite, da giubbino leggero e pantalone di cotone. Le rade nuvole che si rincorrono nel cielo disegnano chiaroscuri cangianti in questi luoghi densi di magia. E nel centro della piazza dei gazebo candidi, un’altra raccolta fondi? Un punto di propaganda per questo o quel partito? No, “MissPend”, c’è scritto nel totem. In inglese significa “No allo Spreco”. Ti avvicini pensando di ritrovarti al cospetto dell’ennesima forma di protesta contro qualcuno e invece, invece ci trovi delle cose che ti fanno sentire un idiota, come gli adulti sanno essere. No, “MissPend” segna una strada, un percorso etico certamente, ma soprattutto economicamente molto interessante. Segna la riconduzione dell’impatto umano a una interazione con l’ecosistema in forma positiva, capace non solo di non impoverirlo ma di ridurne l’entropia.
C’è l’officina delle biciclette, ad esempio, nella quale si mostra come uno strumento così straordinario come il velocipede sia semplice da tenere in ordine e assai più efficiente di ogni altro mezzo di trasporto, oltre ad avere conseguenze benefiche sulla salute di tutti e di ciascuno. C’è poi il Bazar del dono, nel quale semplicemente si porta ciò che non ci serve e si preleva qualcosa che ci può essere utile e che qualcuno ha già depositato. Se ne occupa un’associazione che si chiama il Formicaio, fatta da giovani intelligenti, colti e motivati che hanno fatto della comunicazione sociale e della cultura del riutilizzo il proprio target d’impresa. Con notevoli successi.
Indagando più a fondo, scopri insomma che sei immerso nella Settimana Europea dei Rifiuti e che anche a Lecce, una delle città nelle quali la raccolta differenziata stenta a decollare, stanno nascendo sensibilità e professionalità che provano ad affrontare i problemi in forma olistica, guardano ogni attività come un sistema che interagisce con altri sistemi e dando sfogo alla fantasia e alla creatività nella quale i giovani, i nostri giovani, raramente sono secondi. Inventarsi un premio “Riccio dell’Angelo”, coinvolgere aziende, istituzioni, artisti e comuni cittadini. Cominciare a trattare l’invendibile, ovvero i prodotti alimentari ancora commestibili, ma che hanno perduto l’appeal commerciale, per utilizzarli sia come alimenti umani che come alimenti per animali da compagnia, ideare il burlesque con capi da spazzatura e preparare tutta una serie di eventi senza produrre alcun rifiuto è una delle forme di applicazione dell’intelligenza e delle competenze che davvero merita un premio.
L’evento, quest’anno promosso dall’assessorato alle Politiche ambientali, ha premiato con il “Riccio dell’Angelo”, Premio Effemeridi 2012, l’assessore alle Politiche ambientali del Comune di Lecce, Andrea Guido; il dirigente del settore Ambiente Fernando Bonocuore; il direttore generale di Ecotecnica srl Federico Zilli; l’artista Mario Catalano, dalle cui opere “Mondo fragile” e “Cuore fragile” sono tratte le immagini per le t-shirt del merchandising, nonché il presidente di “Alba service”, Damiano D’Autilia. Effemeridi ha ideato il premio, e con il Formicaio hanno dato luogo all’iniziativa con la fondamentale collaborazione, lo riporto con grande orgoglio, di “MustLab” che è anche l’editore di questa rivista.
Non ho premi da dare, ma riconoscimenti sì. Per una volta sia consentito citare quelli che generalmente non compaiono, ma senza i quali tutto ciò non sarebbe stato possibile: Luca Sanapo di Effemeridi, Monica Negro di MustLab, le ragazze e i ragazzi del Formicaio, Umberto Cataldo, Francesco De Carlo, Roberto Ingrosso, Simone Linciano, Rosaria Lovecchio, Chiara Cota. E non finisce qui, vedrete. Comunque le attività di Santa Caterina d’Alessandria, nella piazza più bella di Lecce, hanno prodotto anidride carbonica, e allora quel debito, in una visione olistica, bisogna pagarlo. Semplicemente installando un impianto fotovoltaico di 3KW a servire gli amici di Ortoporto.
Come? Non conoscete Ortoporto? Un altro mondo di singolari personaggi etichettati come sognatori, ma che hanno dimostrato come dei sogni possano diventare realtà… un’altra storia per un altro viaggio de LECCELLENTE nei luoghi dove, anche qui, si prova a immaginare un futuro meno tetro di come i Signori della Paura tendano a presentarlo.
Perché il futuro non viene, si costruisce insieme.