IULY FERRARI Vi farò vedere le Stelle

Vi farò vedere le stelle


A volte girano. Fin troppo. Così qualcuno di coloro che hanno infruttuosamente sperato nella benevolenza degli dei della Terra decide di osare, di fare il gran passo: affidandosi alla saggezza delle stelle. E’ la legge della corrispondenza, primo principio di ermetismo: come in alto, così in basso. Perché anche gli astri, sì, girano. Non meno significativamente di quelli personali che ruotano vorticosamente quando siamo molto incazzati. E la disciplina millenaria che si occupa di questi moti – quelli celesti, sia chiaro – si chiama astrologia: scienza antichissima, nata praticamente con l’uomo, che a dispetto dei suoi molteplici e spesso disinformati detrattori è arrivata fin qui. Conoscendo peraltro in questo periodo una fase di grande fortuna: se è vero (come è vero) che per le scuole è boom. E se è vero (come è vero anche in questo caso) che da dicembre quella dell’astrologo è considerata dallo Stato italiano una professione come un’altra, con la possibilità di istituire albi di esperti e tutto ciò che ne consegue.

“Un grande risultato per chi si approccia a questa scienza con il rigore e la serietà che le compete”, spiega Iuly Ferrari, leccese, funzionaria della Regione Puglia da 33 anni per lavoro ed esperta di stelle per passione, altrettanto duratura, con vista sui segreti e sulle debolezze di migliaia di pugliesi (e non solo) che a lei si rivolgono quando il famoso giramento personale è in atto. “Perché prima di tutto va detto questo, che sono tanti quelli che fanno gli scettici in pubblico, ma poi leggono gli oroscopi in privato, affrettandosi a telefonarmi quando hanno un problema in famiglia o una pena d’amore”. Compresi volti noti della politica, dell’imprenditoria e della cultura locale, alti dirigenti statali e professionisti insospettabili. Non diversamente da quanto avviene da sempre, perché ogni regnante che si rispetti, da Federico II a Elisabetta I d’Inghilterra, passando per Rodolfo d’Asburgo e molti, molti altri (si sussurra che perfino Giulio Andreotti sia un appassionato di astrologia), ha sempre avuto il proprio esperto stellare d’ordinanza. “Nomi, ovviamente, non ne farò mai. Ma vi basti sapere che ci sono imprenditori che mi chiamano dall’estero per chiedermi se devono firmare quel contratto o acquistare quell’azienda. E politici che vogliono sapere se vinceranno le elezioni: sono i più tenaci, non demordono finché non accetto di riceverli”.

Lavoro, salute, problemi familiari, domande varie: devo comprare quella casa? Mi hanno offerto quel lavoro, accetto? Riuscirò a trovare un’occupazione? Ma l’argomento principale, inutile dirlo, è l’amore: clandestino, non corrisposto, burrascoso, tutti – uomini e donne – hanno qualcosa di chiedere, in proposito, all’astrologa leccese, che su questa materia potrebbe scrivere un vero e proprio trattato, né più né  meno di un sociologo: solo più veritiero, forse. Anche se a volte non è facile comprendere immediatamente la natura delle richieste: “Una volta venne una signora a farmi domande strane sul marito e sulla sua situazione matrimoniale, e io non capivo cosa volesse da me. Poi, scava scava, venne fuori il vero motivo del consulto: voleva sapere quando il consorte sarebbe morto, per ereditare. Le spiegai che non avrei mai risposto a una domanda del genere e la congedai, ma lei continuò a telefonarmi insistendo. Dopo un po’ di tempo seppi che era morta lei, invece del marito”.

Perché le stelle, alla fine, sono forse più equanimi degli umani. Che a volte si rivolgono all’astrologa anche con quesiti strani: “Un giorno, per esempio, una ragazza mi chiese se sarebbe mai riuscita ad avere un orgasmo vaginale, oltre a quello clitorideo. Ma è solo uno dei casi di richieste inconsuete di cui sono destinataria. D’altronde viviamo tempi particolari, per certi versi terribili, e la gente ha bisogno di essere rassicurata su tutto”.

Tra i consultanti alla ricerca di risposte le donne, certamente la maggioranza. Ma anche gli uomini, da un po’ di tempo a questa parte, non scherzano: vuoi perché forse non si sentono più i padroni del vapore, con il Pink Power in rapida ascesa, vuoi perché i tempi sono quelli che sono, sono sempre di più i signori maschietti che bussano alla porta dell’astrologo. E se qualcuno ha ancora in testa il luogo comune dello sprovveduto finito nelle mani dell’impostore di turno, beh, si ricreda pure. “I ciarlatani ci sono anche nel settore dell’astrologia, come dappertutto”, ammette Iuly Ferrari, da molti addetti ai lavori giudicata tra gli esperti più capaci d’Italia nonostante sia approdata allo studio delle stelle, molti anni fa, dal mare magnum dello scetticismo. “E sono io la prima a invitare le persone in difficoltà a fare attenzione, perché in giro ci sono davvero tanti squali. Per questo noi del Cida dobbiamo attenerci a un codice deontologico, violando il quale siamo fuori dall’associazione”.

Un passo indietro: Cida, Centro Italiano Discipline Astrologiche. Fondato a Torino nel 1970 (come Centro Italiano di Astrologia), può contare a oggi su più di 5mila iscritti, in prevalenza studiosi non professionisti, italiani e stranieri, e dal 1987 è presieduto – quando dici il paradosso, per una disciplina ancora molto osteggiata perché considerata superstizione – da uno scienziato: il biologo milanese Dante Valente.  Obiettivo primario dell’Associazione e’ la diffusione qualificata dell’aspetto culturale dell’astrologia e la ricerca di un punto di confluenza con altre materie come la psicologia, la filosofia, la medicina, la psicosomatica, l’arte: per questo il CIDA organizza convegni nazionali e internazionali (uno dei quali due anni fa a Lecce, organizzato proprio da Iuly Ferrari). Per tre anni, tra l’altro, il Ministero dei Beni culturali ha assegnato al sodalizio i contributi- premio attribuiti alle associazioni “ad elevato contenuto culturale”; il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, emanazione del Ministero di Grazia e Giustizia), per  realizzare la suddetta istituzione dei nuovi albi professionali, ha convocato regolarmente il CIDA (e solo questo) al ministero come interlocutore primario degli astrologi professionisti. Per garantire infine la preparazione dei quali, nonché la tutela dei consultanti, l’associazione ha istituito un albo professionale privato nazionale per la cui ammissione e’ necessario superare un corso apposito, ed esami specifici secondo uno schema universitario.

A Lecce, tra l’altro, esiste una delle tre scuole CIDA d’Italia (di cui è ovviamente responsabile la stessa Ferrari): l’unica del Sud Italia, visto che le altre due sono a Roma e Milano. La scuola prepara astrologi professionisti, e quest’anno ha fatto registrare un boom di iscrizioni al primo livello. Ci sono anche uomini, tra gli aspiranti esperti stellari, il che conferma un dato: primo, che anche gli uomini piangono (se hanno problemi e una sensibilità non proprio di cemento armato); secondo, che anche gli uomini sono attratti dai segreti del firmamento. In fondo, come diceva Oscar Wilde, “siamo tutto immersi nel fango: ma alcuni guardano le stelle”.