Vini dolci

I Magnifici Sette

In altro loco, in questo numero, raccontiamo della pasta di mandorle, del suo utilizzo artistico e simbolico. Ed è indubbio che la plasmabilità di una sostanza contribuisca al suo successo e al suo valore. Se l’argilla non fosse plasmabile resterebbe fondo calpestabile …

Ma la pasta di mandorle è plasmabile ed è anche di gusto eccellente, e come ogni cibo che si rispetti ha bisogno di qualcosa che ne accompagni la masticazione e il piacere della condivisione. Perché alla tavola della Pasqua c’è il Pane e c’è il Vino.  Qui ci proponiamo quindi di presentare sette campioni salentini che possono esser di degna compagnia alla pasta di mandorle, alcuni per coniugio, altri per contrasto. Di come ciascuno abbia poi a soddisfare i suoi propri gusti nessuno può farsi arbitro, ma solo esporre le possibili alternative: e che ognuno scelga liberamente … Quello che a noi importa è mostrare come dei tesori siano anche nel nostro giardino e come il loro valore non sia minore di altri, pur preziosi, che si trovano in giardini lontani.

Le Briciole - Azienda Monaci (Copertino)

Le Briciole Azienda Monaci (Copertino)

Un piccolo articolo per una grande differenza: un conto è dire Briciole e un altro dire Le Briciole. Chardonnay e Malvasia bianca, vendemmia in prima decade di settembre e appassimento su stuoie. Maturazione del vino di almeno dieci mesi in piccoli carati di rovere con fecce sottili. Bottiglia piccola (500 cl) e rara. Colore dell’oro, profumi intensi di frutta bianca matura con note dolci di confettura di cotogne e di miele. Ricco, vellutato e maestoso al palato. Lunghissimo negli aromi, eppure asciutto e non stucchevole.

Paule Calle – Candido (Guagnano)

Paule Calle – Candido (Guagnano)

Chardonnay e Malvasia bianca in pari proporzioni, seconda vendemmia tardiva dello Chardonnay e appassimento in fruttaio insieme alla Malvasia. Vinificazione delicata e maturazione in barriques per 12 mesi con i lieviti. Bottiglia lunga e sottile per un vino di colore dorato, dai profumi intensi di frutta esotica e di miele, dolce al primo impatto ma equilibrato da una eccellente freschezza nel finale.

Tafuri – Azienda Coppola (Gallipoli)

Tafuri – Azienda Coppola (Gallipoli)

Un tuffo nella storia: Negroamaro (30 per cento) e Primitivo (70) della vigna “Santo Stefano” in agro di Alezio. Vendemmia tardiva, molto spesso a ottobre, e poi ancora una riduzione per appassimento delle uve sui graticci. Alberelli minuti e antichi che si arrampicano sulla roccia per un passito di grande spessore, dal colore scuro profondo, violaceo sull’unghia dai profumi intensi di frutta matura (prugna e melagrana) con note di carruba. Imponente e pervasivo al palato, avvolge ogni sapore donando nel finale un senso di pulizia.

Ambra – Duca Carlo Guarini (Ruffano)

Ambra – Duca Carlo Guarini (Ruffano)

Un cordone speronato su un terreno sabbioso, un vitigno internazionale come il Sauvignon, 40 giorni di appassimento delle uve surmature e poi lavoro di cantina e tecnologia: pressatura soffice e temperature controllate e viene fuori qualcosa di prezioso come l’ambra, dal profumo di mango e lychees, note dolci e speziate d’oltremare e gusto pieno, sinuoso e di piacevolezza estrema.

Serra dei Santi – Santi Dimitri (Galatina)

Serra dei Santi – Santi Dimitri (Galatina)

L’Aleatico è una antichissima cultivar aromatica, unica uva che caratterizza e viene caratterizzata dalla Puglia intera. Un terreno sabbioso nella zona di Galatina e radi e vetusti alberelli (3500 piante per ettaro). Vendemmia notturna anticipata, appassimento delle uve su graticci a ombreggiamento controllato per circa un mese, lunga macerazione con le bucce e fermentazione a temperatura controllata. Affinamento in acciaio: risultato, un vino rosso rubino intenso, violaceo sull’unghia, un naso prorompente di marasca con note speziate e un gusto intenso, pieno e persistente con una delicata ma presente nota tannica.

Leucos – Giovanni Petrelli (Carmiano)

Leucos – Giovanni Petrelli (Carmiano)

Siamo a Carmiano, due passi da Novoli. Terre di Moscato e di un moscato 100 per cento si parla. Il Leucòs ha ilcolore chiaro della luce, e come tutti i moscati dolci è vendemmiato tardivamente da un fondo che si chiama Chiusa. Lavorato delicatamente e affinato in acciaio, restituisce con grande naturalezza un prodotto dal colore giallo brillante, profumi intensi e pervasivi di frutta bianca (pera), note floreali di acacia e, in secondo naso, una complessità che giunge alla “copeta”, e forse allo “scorzone”. In bocca è sontuoso ed elegante, ma conserva freschezza di frutta e piacevole nota agrumata.

Botrus – Cantina Botrugno (Brindisi)

Botrus – Cantina Botrugno (Brindisi)

Nomen omen, dicevano i Romani. Nel nome c’è il destino. Botrugno deriva da “botrus”, che in greco significa grappolo d’uva. Antica famiglia di antichi vitivinicoltori che conservano una cantina nel centro di Brindisi e conservano il ciclo chiuso, ovvero lavorano esclusivamente uve proprie. Tra gli altri producono il Botrus, un vino dolce di Malvasia nera di Brindisi. Si tratta di un vino passito su pianta, ovvero i grappoli vengono lasciati sulla pianta di alberelli di mezzo secolo fino a quando non appassiscono. Solo allora vengono raccolti, sottoposti a premitura soffice e il mosto viene gestito a temperatura controllata. SI ottiene un vino scuro con riflessi viola sull’unghia dai profumi di frutti rossi maturi e di spezie; in bocca è ampio, dolce e asciutto, abbastanza lungo e lascia un retrogusto speziato tendente al balsamico.