IL PUNTO DI PINO DE LUCA

pino-de-lucaCi si ritrova, dunque. Di molte lune si son viste ascese e discese e noi stessi forse non siamo più gli stessi. Ma l’alternarsi delle stagioni non modifica nulla di veramente importante, continua la vita a marciare, forse altre vite e ragioni differenti ma non siamo noi che decidiamo il principio e la fine. Ma una cosa, di certo, la possiamo e dobbiamo decidere: il punto di vista.

Nel 2015 l’esercizio più volte svolto da chi dovrebbe essere tutore di un cammino solo è stato quello di scartare di colpo e di cadere, di rialzarsi e percorre un altro sentiero. Come mandrie impazzite nella prateria si è corso sfiancandosi e senza una meta.

L’anno della paura è quasi giunto alla fine, la paura della crisi dei fenomeni migratori, del terrorismo, delle variazioni climatiche e delle guerre sempre più vicine. I macrosistemi al collasso e il conseguente processo di frantumazione sociale, guardare i propri simili con paura e preoccupazione è la madre di ogni infelicità. L’altro non può, non deve essere un problema, l’altro è solo una nuova opportunità. Con fatica abbiamo, nel nostro piccolo, sostenuto questa tesi minoritaria e, sostanzialmente, racchiusa in piccole enclave.

Ma lo abbiamo fatto in compagnia importante, lo abbiamo fatto avendo dalla nostra una moltitudine di individui che devono solo guardare la realtà concreta per capire che non credono a ciò che praticano.

Immaginate quante donne e quanti uomini lavorano per provvedere all’altrui alimentazione e lo fanno con scienza e coscienza, con amore perfino. E quanti, necessariamente, di loro si fidano ciecamente. Anzi in molti casi li cercano e li adorano. Lo Chef di successo è una figura emergente ed è anche giusto che lo sia, quando è bravo e coscienzioso.

E l’altro compagno di strada, autorevolissimo, è stato Papa Francesco. Una figura straordinaria di uomo che ha saputo salire sul trono di Pietro per scacciare i Mercanti dal Tempio e per ridare Cristo alla Chiesa e la Chiesa a Cristo, anche attraverso un Giubileo Straordinario.

Un Papa coraggioso ha detto qualcuno, un vero Uomo aggiungiamo, che crede nelle sue idee e nella sua missione e la svolge senza timori, avendo ben chiaro che “verità e carità sono inscindibili sorelle”, che la verità senza carità diventa puro giustizialismo fine a se stesso e può sfociare nella crudeltà, mentre la carità senza verità è ideologia del buonismo incapace di essere motore di progresso e di sviluppo del genere umano.

Ecco, del 2015 ci piace ricordare ogni cosa, le pallottole e il terrore nel mondo islamico, le bombe assassine e le bugie del mondo occidentale, la povertà di tante aree della terra sfruttate e colonizzate e tutto il male possibile. Ma poi ci piace sapere che esistono donne e uomini che cucinano per noi, mani di contadini che fanno grandi vini e ottima birra, che il genio umano si sviluppa anche per “gli altri” e che se ci sarà un tempo in cui la parola “Fine” precede i titoli di coda, non è questo quel tempo.

Questo è il tempo nel quale siamo sporchi di mota e, forse, puzziamo anche un po’, ma è il tempo di cercare il posto dove aiutarsi l’un l’altro a mondarsi del fango e di cominciare a riparare a qualche danno che abbiamo fatto.

Noi lo faremo, come sempre, e proveremo a farlo in modo ECCELLENTE.

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