Bollicine

Del salento

Una coppa spumeggiante è nelle mani del Signore nel Salmo di Asaf (Libro dei Salmi, 75-8), e ancora “E come al capo/ giungean del solco, un uom che giva in volta,/ lor ponea nelle man spumante un nappo/ di dolcissimo bacco;” (Iliade, Libro XVIII, 756-758)

E poi Virgilio, Properzio, Lucano …

Le bollicine che frizzano dal nulla sorgono e nel nulla esplodono, attraggono da sempre.

Perlage, lo chiamano i francesi che hanno acquisito e perfezionato l’arte del produrre bollicine, forse perché prima del vino hanno conosciuto la birra che frizza per sua natura.

Il perlage è quando il liquido viene percorso da sfere che dal fondo migrano verso il pelo, perlage sottile e persistente è segno di pregio, sono partorite dal liquido medesimo e salgono lente e regolari portando armonie di profumi e un sottofondo musicale discretissimo e suadente.

Quando invece bolle grosse zampillano violente e rumorose, vampe alte di breve durata, è segno d’aria aggiunta e imprigionata che vuol fuggire via, e lo fa, in forma caotica e prepotente.

Effervescenza aristocratica la prima, quasi coatta la seconda. Entrambe hanno il loro fascino. Da giovani la prorompente adolescenza inclina verso la seconda, la saggezza degli anni, la maturità nel compier gesta, induce alla prima, quella che amo di più.

Perlage lungo e sottile, aromi floreali e sapore di fresco, sapido e balsamico. Piacevolezza intrinseca e fusa con il profumo di iodio e il sapore dolce e deciso di ostriche lunghe, fresche di mare e di ghiaccio, e di mussoli scaldati alla maniera dei chioggiotti.

Proiezione immaginifica mentre si sta seduti su un terrazzino, a guardare il sole che, stanco per un lungo giorno di fatica, si tuffa nello Ionio trasparente. Il cielo si colora di tinte calde e l’aria diventa più fresca, l’acqua è placida e tiepida, qualcuno, in acqua si gode il silenzio e l’ultimo bagno della giornata.

Di bollicine che abbiano il colore di quel cielo cominciano  a circolare, hanno imparato alcune aziende del Salento.

Copiare la natura invece di violentarla è più bello e anche più conveniente. Bollicine che fendono calici rosati, fitte, sottili, lunghissime e profumate. Dono di natura e sapienza dell’uomo. E gli occhi si colmano di luce, le froge aspirano l’odore della vita e il palato si gode sensazioni dolci e sensuali.