Editoriale del direttore

PER UNA TERRA CHE VUOLE CRESCERE

Non è solo paesaggio ed enogastronomia, la bellezza di un territorio. È anche e soprattutto – oggi specialmente che la concorrenza è planetaria e spietata – patrimonio immateriale fatto di progetti, competenze, risorse umane, creatività intensa e diffusa, anche sogni, perché no? Perché proprio nei tempi bui, paradossalmente, aumenta la voglia di dare corpo ai propri sogni. E magari di respirare, anche solo per poco, l’aria di un luogo che è appeal a 360 gradi: l’appeal del Salento, inconfutabilmente.

A voler riordinare insomma un attimo le idee su questa ondata di attenzione mediatica che pare stia sempre lì lì per passare, ma che invece non molla la presa (come l’anticiclone delle Azzorre in questo periodo), sembra questo il motivo per cui tengono nell’immaginario collettivo la Puglia e il Salento, nonostante la crisi generale

Perché sì, chi viene in Puglia – o anche solo chi ne sente parlare, in una sorta di contagio virtuoso e di fantasia – avverte il fascino complessivo e avvolgente di un’esperienza assolutamente totalizzante e paragonabile forse a poche altre nel mondo, proprio per la sua grande intensità.

Un’esperienza fatta di mare e cultura, ma anche di cibo, di vino, di accoglienza e creatività che si respirano un po’ ovunque. A Lecce come nelle località di mare, nei grandi laboratori di design come nelle bottegucce artigiane, negli eventi che fanno la storia del Salento come pure nelle piccole manifestazioni di paese dove ogni organizzatore si sente stratega, ogni sarta stilista, ogni cuoco grande chef.

Presunzione? Forse. Ma le sfide si vincono osando, non battendo in ritirata. E questo, forse, è (anche) il bello dei salentini: la capacità di sognare e di tirare fuori, proponendole, le loro capacità, piccole o grandi che siano. A questi salentini che credono nei loro sogni, e che quindi sono capaci di trasformarli in realtà, è dedicata questa rivista.