Paolo Perrone

Il più votato dagli italiani

Come ci si sente a essere sindaco di Lecce, una delle città più belle d’Italia e forse – come sostengono non solo gli indigeni – del mondo?
Paolo Perrone, da poco rieletto, non ha dubbi: “E’ una soddisfazione infinita ma, al tempo stesso, una responsabilità da far tremare i polsi. Perché questa consapevolezza ti fa soppesare ogni volta con attenzione doppia tutto ciò che stabilisci di fare. Sai di dover rendere conto non solo ai leccesi, ma anche alle migliaia di turisti che arrivano a Lecce ogni anno  e che si aspettano di trovare solo cose belle”.

A maggior ragione adesso che la città aspira a diventare Capitale Europea della Cultura 2019.
“Esatto. Una candidatura che in fondo ratifica una situazione di fatto già presente, perché Lecce – e non sono io a dirlo – è già, nei fatti, una capitale europea di cultura e d’arte.  Lo testimoniano i flussi turistici, ogni anno più cospicui nonostante la crisi italiana non risparmi altre mete di vacanza pure molto ambite, e lo dimostra anche l’attenzione mediatica di cui ormai gode Lecce da qualche anno a questa parte. Un fatto impensabile solo una decina di anni fa, quando ancora capitava di sentirsi dire “Lecce? Dove si trova?”. Adesso, quando dici “Lecce”, si scatenano i sospiri. Perché la gente che c’è già stata vuole tornarci, quella che non ha ancora avuto questa possibilità non vede l’ora di venire a visitarla”.

Anche sollecitata da certi film, come dire, un po’ ruffiani… “Mine vaganti”, per esempio.
“Mine vaganti” è stato ed è uno spot formidabile per Lecce, e devo dire che sono molto orgoglioso di aver contribuito a far sì che fosse girato a Lecce, perché fui io a proporre a Ferzan, che era a Lecce per il Festival del Cinema Europeo, di valutare la possibilità di ambientare il film che si apprestava a girare nella nostra città. Lui, che nel frattempo era stato colpito dalla bellezza di Lecce, acconsentì. E devo dire che il risultato è stato eccezionale, anche in termini turistici: molta gente continua a venire a Lecce per visitare i luoghi in cui il film di Ozpetek è stato girato”.

E adesso il Perrone bis si appresta ad aggiustare ancor più il tiro e a precisare i termini di questa candidatura.
“Assolutamente sì, perché la prima amministrazione comunale da me guidata è stata costretta a camminare un po’ con il freno tirato vista la situazione pregressa delle casse comunali, appesantite da situazione debitorie onerosissime per il Comune. Molte di quelle zavorre sono state adesso eliminate, e anche se i tempi non sono certo propizi allo scialo – basti pensare solo ai tagli ai trasferimenti statali, che hanno messo tutti gli enti locali in condizioni più che precarie – sono certo che in questo secondo mandato riusciremo a portare a termine molti progetti e ad investire ancora sulla bellezza della nostra città. Che ha arte, storia, tradizioni da vendere, ma può soprattutto contare sulla creatività diffusa dei leccesi e sull’entusiasmo dei giovani: la nostra vera ricchezza”.